Teodosio

De situ Terrae Sanctae

Teodosio nacque in Cappadocia, in Asia Minore, nel 423. Entrò al servizio della Chiesa come lettore o salmista e sin da giovane, secondo la tradizione, ispirò la sua vita all’esempio di Abramo: anch’egli infatti lasciò la sua terra per partire pellegrino verso Gerusalemme. Durante il viaggio fu invitato da Longino, sua guida spirituale a prendersi cura di una comunità sulla strada per Betlemme. Qui si fece allora promotore dell’edificazione di un nuovo grande monastero Cathismus, che in breve tempo si riempì di monaci.
Morì nel 529 a causa di una dolorosa malattia, affrontata con una sopportazione che raggiunse livelli eroici. San Teodosio ricevette sepoltura nella prima grotta in cui aveva abitato, intitolata ai Santi Magi, che secondo la tradizione vi avevano alloggiato mentre erano diretti ad adorare Gesù Bambino. In questo testo viene narrato da Teodosio un episodio che vede coinvolto il luogo che la tradizione chiama del Katisma vicino al monastero di S. Elia, dove Maria si riposò durante il viaggio da Gerusalemme a Betlemme.

Luogo del Katisma

Urbicio veniva chiamato il Sovraintendente dell’Impero, perchè lo fu a sette imperatori dell’impero; era egli che metteva le corone sul capo di quei medesimi imperatori, ed era egli che le toglieva, e anche correggeva gl’imperatori.
Esiste un luogo sacro a 3 miglia da Gerusalemme: quando Madonna Maria, Madre del Signore, andava a Betlemme, scese dall’asina, sedette sopra una roccia e la benedisse.
Il Sovraintendente Urbicio fece tagliare quella roccia e la fece squadrare in forma di altare, perchè voleva spedirla a Costantinopoli. Giunta alla Porta di S.Stefano, non si potè più smuoverla. Una coppia di buoi tirava(il carro)con quella pietra, e visto che in nessuna maniera si poteva tirarla in avanti come prima, fu riportata al sepolcro del Signore, e di quella pietra fu fatto un altare; noi(oggi)a quell’altare facciamo la Comunione. Però sta dietro il sepolcro del Signore.
Il Sovraintendente Urbicio morì e fu sepolto in Costantinopoli al tempo dell’imperatore Anastasio. Ma quella terra non volle ricevere Urbicio: per tre volte il suo sepolcro lo cacciò fuori.