Il "Bambinello" di Betlemme

Bambinello di Betlemme

La statua di Gesù bambino che viene portata in processione nel punto dove è ricordato il santo Presepio la notte di Natale e che, dopo l’Epifania, ritorna all’altare della Madonna nella chiesa di Santa Caterina, fu commissionata da fra Gabino Montoro ofm nel 1920, alla Casa Viuda Reixach di Barcellona. Questa venne realizzata dall’artista Francisco Roges. Egli è anche l’autore della statuetta del Bambino in trono che viene portata processionalmente dal padre Custode il giorno dell’Epifania. Tutte e due le statuette sono in legno di cedro. Furono preparati vari modelli e tra questi fu scelto il bambinello con le mani giunte.

La tradizione dei bambinelli a Betlemme risale ad epoche antiche, come lo dimostra la cronaca edita dal Golubovich nella "Biblioteca bio-bibliografica della Terra Santa e dell' Oriente francescano", che racconta un episodio della sparizione della statuetta:

"Come il Bassà di Gerusalemme si prese dai frati una statuetta di Legno di Gesù Bambino onde poter cavar denaro.
Essendo concorse alli 3 di giugno in Bettelem quasi tutte quelle nationi scismatiche per solennizzare non so che lor festa, mentre, entrate nel nostro convento per visitar quei santuari e chiese, se ne stavano nella nostra sacristia mirando una bellissima scultura d’un piccolo bambino, che sogliono i nostri frati metterlo la notte della Natività del Signore nel Santo Presepio, dimandando che cosa fusse; fu da un calogero greco risposto, che quello Dio delli Franchi idolatri, e che se gli ministri del Turco ci l’havessero tolto, resterebbe senza Dio. Non passò un’hora ch’entrato nella nostra chiesa di Santa Caterina il Bassà, che ivi a caso si trovava con tutta la sua corte, volle che gli fusse portato il Bambino, perché lo voleva vedere; tenutolo un pezzo con molto suo gusto nelle mani, lo restituì al nostro torcimanno, senza dir altro. Mentre la sera se ne stava nella nostra chiesa grande (dove sogliono far residenza e pernottare tali personaggi grandi) discorrendo di ciò, gli fu detto: che fè molto male a restituirgli il bambino, poiché se l’havesse appresso di sé ritenuto, bisognava che i Franchi l’havessero con buone migliaia di piastre riscattato, essendo da loro ritenuto et adorato per figliuolo di Dio. Giudicando il Bassà di guadagnar con questa honesta occasione qualche cosa, mandò tosto il suo torcimanno per il bambino, con promessa di non farlo partire o in qualche modo guastare, e con questa vana speranza se lo portò a casa sua in Gerusalem. Il p. Guardiano che fu ciò visato, se ne stè sempre quieto, senza farne con lui già mai menzione veruna. Passati tre mesi, vedendo che i frati non glie ne facevano parola veruna, chiamantosi il nostro torcimanno, gli disse che molto si maravigliava che i Franchi tenessero quel loro Dio in tanta poca stima. Risposegli il torcimanno che il Dio Trino e Uno, che i Franche adoravano. Era in cielo, e che quello Bambino rappresentava solamente il figliuolo di Dio in carne humana, qual mettevano i frati la notte della sua Natività in quel Santo Presepio, per rapresentare il mistero della sua Natività. Gli sogiose il Bassà: che ben sapeva, che quello era il loro reale e vero Dio, ma per non far spesa di riscattarlo, andavano in quella maniera tergiversando; pur, perché non voleva più tenerlo in casa sua, se l’havesse riportato in Bettelem con qualche buona cortesia; e consignatecelo nelle mani, gli disse che gli portasse almeno 100 piastre. Se contentò alla fine, dopo molte repliche, con due vesti di seta, e doi panni col sangeffo. A laude di Cristo. Amen”(T.S. 1969, p. 378)

E’ chiaro come la tradizione della rappresentazione di bambinelli sia molto antica e legata alla devozione, che già Francesco d’Assisi e i suoi frati contribuirono a divulgare e accrescere. E’ documentata la spedizione di alcune statuette di bambinelli dalla Terra Santa all’Italia nel 1414, usanza che prosegue fino ai giorni nostri. Anche oggi infatti, non solo i Francescani ma gli stessi pellegrini amano portarsi a casa come ricordo del Luogo santo della Natività le statuette di Gesù Bambino.

Chiesa di Santa Caterina